Lea Di Leo: non chiamatemi pornostar…

Dopo la parentesi Jesse Jane, BE! Sexy torna in Italia per l’incontro con una nuova Stella dell’Eros… Lei è Lea Di Leo, la bionda veneta che si è contraddistinta in questi anni per uno stile assolutamente originale nelle dirette (o pseudo-dirette) telefoniche, su “La 9″ ed altre emittenti, locali e satellitari. Lea ci annuncia però che la sua carriera è appena arrivata ad una svolta importante… Scoprite di più leggendo la nostra intervista… e lasciate un commento!

Ciao Lea e benvenuta su BE! Magazine. Il tuo vero nome è Sonia, come è nato questo nome d’arte e chi l’ha scelto?
L’ho scelto io, pensando al mio gatto, che si chiamava Leo; eravamo sempre insieme, io ero “la sua Lea”, quindi Lea Di Leo.

Se non sbaglio, nell’agenzia per cui lavori, la Genius Management, sei l’unica pornostar. Come mai non hai scelto un’agenzia tutta dedicata al porno?
Non sono una pornostar ormai da tre anni e sono pronta a denunciare chiunque mi indichi ancora in questo modo… Sia perché non ho mai guadagnato nulla con quelle scene, sia perché per me quello non è mai stato un lavoro, ma solamente una dolorosa esperienza. Ho scelto quest’agenzia proprio perché non sono una pornostar, ma una ex-sexystar che vuole cambiare in meglio.

Non c’è niente che “salvi” della tua esperienza nel porno? Qualche persona speciale che hai conosciuto, o altri aspetti positivi di quella vita…
Ma sì, di persone speciali ce ne sono… Però hanno in comune una grande tristezza interiore: si entra in un buco nero da cui non si riesce più ad uscire; il porno è un’illusione da cui tutti vengono attratti, ma basta viverlo anche solo per un attimo per sentirsi come un pezzo di carne in vendita dal macellaio. Solo che nessuno ha il coraggio di aprirsi per dirlo… Sai, nella vita bisogna sempre far vedere quello che non si è, proprio per l’importanza dell’apparenza

Possiamo dire che aver lasciato il porno ti ha dato un senso di liberazione?
Sì, e allo stesso modo l’899

Non fai più neanche l’899???
Ho mollato io, da due mesi.

Hai letto quello che Giglian ha detto di te nella nostra intervista?
Sinceramente no, ma immagino cose cattive, visto che mi ha sempre considerata una rivale… Sono stata proprio io ad insegnarle il lavoro delle dirette notturne

Infatti ha detto che non le piaci, che sei troppo volgare e che hai successo solo per la tua bocca sporca…
Lei ha trovato la strada spianata, perché io ho ho fatto guadagnare fior di quattrini al business dell’899 e questo grazie alle zozzerie che mi hanno imposto di dire, che non erano certo un mio piacere personale. È vero che lei non le voleva dire… Ma è anche vero che è sempre stata l’amante di *** (Lea ci ha fatto il nome, ma preferiamo non pubblicarlo, NdR), che le ha pagato l’intervento al naso, questo lo sanno tutti.

Insomma, ai tuoi fans stiamo dando una brutta notizia dietro l’altra: mai più porno, mai più 899… Almeno gli spettacoli e gli strip nei locali continui a farli?
Anche con gli spettacoli ho chiuso da tre anni… Come facevo a far spogliarelli se ero tutte le sere all’899? Inoltre non li sopporto quei locali, odio la gente che tocca e si attacca per palpare, come se tutto fosse dovuto; quindi li ho evitati, anche se di serate me ne avevano proposte.
Quest’inverno però ho fatto diverse ospitate in discoteca, ho presentato Corona, ho fatto una serata con Silvia Rocca… E poi da poco ho recitato in una commedia italiana.
Se mi vogliono in tv, mi vedranno ancora, ma solamente vestita, oppure in qualche parte sexy al cinema. Sto anche collaborando ad un brano musicale e al video ed inoltre è uscito il mio pezzo con Carlo Oliva, suonato in tutte le disco.
Penso di essere un’artista poliedrica e quindi amo anche la musica ed oltre al cinema e alla tv mi piacerebbe vivere un’esperienza da dj. Comunque i miei fans mi vorrebbero in un reality… Me lo dicono tutti, è un desiderio più loro che mio, quindi spero di accontentarli presto…

Cosa ricordi del tuo primo film porno?
Del mio primo film porno ricordo che è stato con Franco Trentalance, un regista con una carica ammaliatrice… Sì, perché fu lui a convincermi ad entrare in quel mondo, fingendosi innamorato di me; gli piacevo e anche a me piaceva lui, poi siamo rimasti grandi amici. Ricordo che prima della scena lui si bloccò, dicendo che non mi vedeva come una collega, ma come un’amica… Ed io mi sono sentita imbarazzata, timida…

E parlaci invece del tuo debutto nella commedia, con “Arrivano i mostri” di Vito Cea e Antonio Andrisani… Come ti sei trovata in questo genere totalmente diverso?
Mi sono trovata benissimo, in un ambiente più familiare… Di certo ho molto da imparare, ma preferisco faticare e avere delle soddisfazioni.

La Lea Di Leo che gli italiani conoscono dopo anni di 899 è sboccata e sempre arrapata… In che misura interpretavi un personaggio e quanto eri te stessa? Cioè, tu sei davvero così “sessualmente assatanata” o un po’ fingevi per esigenze di copione?
Diciamo che la Lea Di Leo dell’899 è un personaggio, un mito, inventato da me e in parte costruito dai miei datori di lavoro; ma a ben vedere, io sono all’899 quello che gli altri vogliono vedere e sentire e ti spiego perché… Le chiamate arrivano quando sei troia e volgare al massimo, quando sei diversa dal mondo e magari a volte ridicola, ma questo piace ai miei fans; altre volte invece sono stata me stessa, quando raccontavo le mie esperienze sessuali, che davano fastidio a chi ascoltava, perché riferite a personaggi famosi. Poi io come Sonia sono totalmente diversa: romantica da far paura, odio le bestemmie e le parolacce, mi faccio incantare da una poesia e amo le cene a lume di candela; odio il sesso consumato velocemente, ma amo far l’amore lentamente, assaporando attimo per attimo; odio l’uomo superficiale, ma amo l’uomo profondo, passionale, creativo, con una forte personalità; sono semplice, umile, schietta, socievole, sempre me stessa fuori dal ruolo.

E la passione che hai per il vino buono è un’invenzione del personaggio o invece è proprio vera?
La passione per il vino me l’ha trasmessa il mio papi, che è l’uomo che amo di più; poi è aumentata perché ho frequentato l’alberghiera, grazie alla quale ho girato parecchie cantine. Questa è una vera passione, sono un’intenditrice di vini, credetemi… e sono anche un’ottima cuoca, il che non guasta mai.

Quando hai capito di essere un’esibizionista?
Non sono mai stata esibizionista, ma l’ho fatto per stupire gli altri e attirare l’attenzione su di me. Mi piaceva provocare

Questi anni da “regina degli 899″ hanno cambiato l’approccio degli uomini nei tuoi confronti? C’è qualcuno che riesce ancora ad avere un approccio “normale” o per loro il massimo del romanticismo è metterti una mano sul culo?
Ho fatto le dirette notturne per più di tre anni e gli altri mi vedono come quella facile… ma chi mi conosce veramente lo sa che sono diversa; certo, simpatica, allegra, socievole, amo giocare, ma non col fuoco. Ho una testa e la voglio usare.

Il tuo primo singolo si intitola “Lo sento dentro”… Seguiranno altre canzoni? Ti ispiri ai brani di Ilona “Cicciolina” Staller?
“Lo sento dentro” è una canzone scritta da Carlo Oliva, non da me… Io l’ho cantata e basta. È un pezzo disco, molto amato dai giovani, ma la canzone veramente mia è “I love you”, con Gianni Colonna. Il testo è stata una mia idea, parla di un cantante famoso che fa la dichiarazione ad una donna, che sarei io stessa… Lei gli risponde che è stata rapita da lui e non si sente amata, ma solamente usata; la terza voce appartiene ad un cantante napoletano, che nel suo testo descrive il vero amore, duettando con me. Ascoltatela perché vi toccherà veramente, uscira fra circa un mese e sarà una bomba… Farò pure il video, che sarà una provocazione. Una canzone vera, vissuta realmente sulla mia pelle.

Oltre agli 899, l’altra cosa che ti ha dato popolarità è stato lo scandalo “pornostar e calciatori” che ti ha portata anche a Lucignolo… Ma dopo quell’intervista, i calciatori hanno continuato a cercarti o ormai hanno paura di essere “sputtanati”?
Sì, con i calciatori c’è stato lo scandalo, inevitabile… Ero corteggiatissima dai più famosi, di Milan, Sampdoria e Treviso e passavo le giornate insieme a loro. Eravamo oramai un gruppo affiatatissimo ed è chiaro che ci scappava anche il sesso, eravamo sempre insieme… Loro mi vogliono bene e non è cambiato nulla; forse sono cambiata io, che non mi do più così, come se tutto fosse dovuto… Poi l’899 mi impegnava tantissimo e avevo molto meno tempo di prima

E invece i calciatori continuano a cercare le pornostar o adesso “hanno paura” anche delle altre?
Ma no, io in quel periodo non ero nessuno, anzi ritengo di non essere nemmeno mai stata una pornostar, dato che ho girato poche scene… Loro mi vedevano come una normale, anzi hanno paura delle pornostar, amano le tipe semplici.

…E i politici non ti hanno mai “cercata”?
I politici non mi hanno mai cercata per paura del “dopo”; lo sanno anche loro che io odio la falsità e in quel mondo la falsità scorre a fiumi…

Se posso essere indiscreto, come mai il tuo Myspace è pieno di foto di Francesco Sarcina de Le Vibrazioni?

Francesco Sarcina è un mio grande amico e quando abbiamo il tempo ci confidiamo molto. Lui è uno dei pochi artisti a dedicarsi molto ai propri fans, parlando con ognuno di loro e, credimi, non è da tutti… Mi ha trasmesso solo cose positive. Che poi tra noi sia accaduto l’inevitabile è vero, sì… ma sono cose che possono succedere, quando due persone si stimano. Tipo Fabri Fibra, che è venuto fino a Castelfranco Veneto per conoscermi, dichiarandosi un mio fan… Poi alla fine si rimane amici e basta, quando capiscono che anch’io sono una persona normale.

La gente comune tende a “catalogare” i personaggi pubblici con definizioni brevissime. Come vorresti che fosse definita Lea Di Leo?
La maggior parte mi vede come irraggiungibile, perché amo mantenere la mia privacy… è normale, no, dopo la mia esperienza con l’899 i giornali hanno scritto di tutto e di più. Non generalizzerei, ogni persona dà la propria definizione, ma tanti mi vedono sensibile e si chiedono come io sia potuta finire all’899; tantissimi tifano e tifavano per me, augurandosi che io potessi fare qualcosa di meglio, tipo un reality. La maggior parte mi ama per la mia simpatia e perché non sono la solita bambola gonfiabile che si vede normalmente nelle dirette telefoniche, una di quelle che quando qualcuno chiama sono capaci solo di fare le fighe e fare sentire colui che chiama un imbecille patentato… Ma non è così, si deve ricordare che se lei sta sul divano è solo perché chi sta dall’altra parte della cornetta paga.

Si ringrazia la Genius Management di Eugenio Piovosa per la collaborazione nella realizzazione dell’intervista; potete trovare Lea sul suo Myspace ufficiale, www.myspace.com/lea_dileo

Articolo pubblicato da Styl il 2 ottobre 2008.

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